Il Traturello "Castel del giudice/Sprondasino"
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Il patrimonio “tratturale”,
cioè l’insieme delle vie armentizie del
centro sud Italia, ha costituito per secoli l’asse
portante della pastorizia transumante, attività
che sin dai tempi storici ha caratterizzato una parte
importante della nostra penisola: l’Appennino
centro meridionale.
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In particolare, essendo investito dalla rete “tratturale”
ancora oggi, fisicamente, ben identificabile, con un percorso
che da nord/ovest (Abruzzo) porta a sud/est (Puglia), il Molise
detiene la maggior parte della superficie demaniale-armentizia
utilizzata per le monticazioni (in primavera) e le demonticazioni
(in autunno).
I grandi “Tratturi” italiani attraversano il Molise
per cui nel corso dei secoli hanno condizionato le usanze,
i principi sociali, i comportamenti antropici ed etnici dell’intera
popolazione molisana.
Si è formato nel tempo, a partire dal Neolitico, un
proprio sistema infrastrutturale che conserva, ancora oggi,
tutti gli atteggiamenti originari nei confronti della situazione
territoriale: valenza agricolo-zootecnica; condizionamento
fisico, territoriale, urbano, storico, e culturale in generale.
Così emerge una straordinaria rete di percorsi legati
certamente allo spostamento stagionale delle greggi (e dunque
legati alla principale attività economica costituita
dall’allevamento ovino, soprattutto, ma anche caprino,
bovino ed equino) ma anche alla gran mole delle attività
indotte e collaterali, oltre alle più generali esigenze
di spostamento e controllo della intera fascia centro meridionale
dell’Appennino, in generale e del Molise in particolare.
Tutto ciò costituisce interessante oggetto di un modello
di sviluppo che via, via transumanza dopo transumanza, sta
prefigurando un sistema che sempre più spesso è
definito come: sistema dei “Tratturi” e della
civiltà della transumanza. L’infrastruttura viaria
antica, costituita dai percorsi “tratturali” si
sviluppa “a rete” prefigurandosi come segue:
a – il sistema principale dei “Regi Tratturi”;
b – il sistema secondario dei “Bracci Tratturali”;
c – il sistema terziario dei “Tratturelli”
di collegamento;
d – il sistema della rete infrastrutturale stradale-antica
minore (strade comunali,interpoderali, vicinali, mulattiere,
carrere ecc.)
Nel primo livello possono essere elencati i seguenti “Tratturi”
:
Celano (AQ) – Foggia; L’Aquila – Foggia;
Castel di Sangro (AQ) – Lucera (FG);
Pescasseroli (AQ) – Candela (FG); Ateleta (AQ) –
fiume Biferno – Sant’Andrea;
Centurelle ( ) – Montesecco ( ).
Nel secondo livello possono enunciarsi: il “Braccio”
Centocelle – Cortile ed il “Braccio” Matese
– Cortile .
Nel terzo livello, rientrano il percorso “tratturale”
riguardante Poggio Sannita costituito dal “Tratturello”
Castel del Giudice – Sprondasino e dall’altro
percorso “Tratturello” Pescolanciano – Sprondasino.
Le Caratteristiche del Tratturello
Il “Tratturello” Castel del Giudice / Sprondasino
collega due importanti “Tratturi” che attraversano
ed interessano il territorio dell’Alto Molise: l’
“Ateleta / fiume Biferno”, in agro di Castel del
Giudice ed il “Celano / Foggia”, in agro di Civitanova
del Sannio.
Lo sviluppo del “Tratturello”, che ha una larghezza
variabile fra i 18 ed i 36 metri, è di circa 30 chilometri
interamente percorribili. Il punto di partenza è nei
pressi del “Vallone Molinara” di Castel del Giudice
a quota 800 metri s.l.m.; seguendo in parallelo il “Vallone”,
costeggia la sorgente dell’”acqua zolfa”
e arriva, dopo un’aspra ascesa, a Capracotta quota 1400
metri s.l.m. Costeggiando la base di monte Campo giunge alle
falde del monte San Nicola e da qui, dopo aver intercettato
la “Fonte del Duca” e la “Fonte del Romita”
(zone di interesse storico-archeologico italico-sannita, dove
è stata ritrovata la celeberrima Tavola Osca) scende
verso l’agro di Agnone; incontrando le masserie di Ciccotondo
e di Tedeschi e scendendo ancora fino al Vallon del Cerro
che attraversa a quota 650 metri per risalire fino agli 800
metri di Agnone.
Il “Tratturello” lascia il capoluogo altomolisano
e si dirige verso Villa Canale dopo aver costeggiato le mura
megalitiche-italiche nella zona di San Lorenzo. Dalla “Fonte
Minaldo” entra, finalmente, nell’agro di Poggio
Sannita dalla sua porta principale, la contrada “Fascianella”
a quota 735 metri. Si snoda per oltre dieci chilometri seguendo
il crinale che va dal Colle Sant’Elia al Colle del Sorbo,
scendendo poi a valle dalla contrada Mucchi fino al torrente
Verrino e quindi al fiume Trigno a quota 350 metri s.l.m.,
infine termina il suo percorso innestandosi sul “Regio
Tratturo Celano / Foggia”, in località “Terra
Vecchia” di Bagnoli del Trigno.
La caratteristica principale del “Tratturello”
Castel del Giudice / Sprondasino nel tratto che interessa
le campagne poggesi è l’elevata ed intensa panoramicità
che si evidenzia percorrendolo, potendosi controllare dal
culmine del crinale: ad Est la vallata del Trigno fino a Trivento;
ad Ovest la vallata del Verrino che risale fino a Capracotta.
Le località di “Sente”, “Castel di
Croce” e “San Castaldo” risentono della
presenza dell’antichissima infrastruttura viaria che
conserva immutato il fascino del dominio territoriale da parte
di chi lo percorre.
Il “Tratturello” ha così caratterizzato
in maniera sostanziale il territorio, che, da sempre è
stato utilizzato in modo compatibile e sostenibile con forme
di agricoltura rispettose dell’ambiente e pronte ad
essere incluse in un processo di produzione agro-alimentare
e zootecnia, opportunamente certificata in termini di qualità,
derivante dal modello di sviluppo che, anche per leggi nazionali
(L. 388 / 2000 art.114, comma 11 e 12) è riconosciuto
quale: “sistema dei “Tratturi” e della civiltà
della transumanza”.
A cura dell'Ing. Lino Mastronardi.